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Coronavirus: la situazione a Roma e nel Lazio
LA SITUAZIONE NEL LAZIO

Sono 2181 gli attuali casi positivi al coronavirus nel Lazio. Di questi 1063 sono in isolamento domiciliare, 985 sono ricoverati in degenza ordinaria, 133 in terapia intensiva. Poi c’è il totale dei guariti da inizio emergenza, 200 casi, e dei deceduti, 124, per un totale di casi trattati che arriva oggi a 2505. È il dato reso noto nel tardo pomeriggio di oggi dall’assessorato alla Salute, comprensivo dei nuovi contagiati delle ultime 24 ore: 210 a livello regionale, ieri erano 199.

Un trend che si conferma in leggero calo, inferiore al 10%, ma su cui pesano i positivi delle case di riposo, l’ultima frontiera della pandemia sul territorio: cluster preoccupanti da giorni con un boom improvviso di contagi, in queste ore in particolare nelle province di Frosinone e Rieti. Migliora invece in maniera significativa il dato di Roma. Oggi i nuovi casi sono 38, la metà dei 75 di ieri e il numero più basso dell’intera settimana. Mentre passano da 45 a 54 i positivi in provincia, dove pesano 25 nuovi casi positivi sul territorio della Asl Roma 6.

L’appello: manca il sangue negli ospedali

L’emergenza COVID-19 sta mettendo in ginocchio i servizi trasfusionali. “E’ necessario andare a donare perché c’è il rischio concreto di bloccare l’attività chirurgica. Rivolgo un appello alla donazione per consentire il prosieguo delle attività ospedaliere. Donare il sangue è sicuro, basta recarsi in uno dei nostri centri trasfusionali“, spiega l’assessore D’Amato.

Al via la campagna #iorestoacasa

Tante le campagne d’informazione per fermare la diffusione del Coronavirus. Come informa ancora la Regiona Lazio è partita su tutti i canal social la campagna #iorestaacasa.  L’obiettivo principale è quello di sensibilizzare i cittadini di tutto il territorio a non uscire di casa, evitando in questo modo, in un periodo di emergenza sanitaria, contatti sociali.

“Bisogna restare distanti per un po’ – come si legge sul profilo facebook della Regione Lazio – ma uniti come Paese”.  La campagna promossa dalla Regione invita, cambiando la foto sul proprio profilo social, a far sapere a tutti di essere rimasti a casa. Collegandosi con il profilo facebook della Regione Lazio sarà possibile allegare la propria foto con l’hastag #iorestoacasa”.

IL DECALOGO DELLA REGIONE LAZIO
Coronavirus – siamo tutti in prima linea per contenere il contagio. Rispettare queste indicazioni è una tua responsabilità. La Regione Lazio ha attivato una campagna d’informazione per illustrare ai cittadini quali misure assumere per contenere la diffusione del virus.

Parte la campagna d’informazione della Regione Lazio sul Coronavirus che verrà diffusa nei prossimi giorni su social, stampa quotidiana e affissa in tutto il territorio della Regione Lazio, per illustrare ai cittadini quali misure assumere per contenere la diffusione del virus.

Sette regole, quindi, da rispettare per combattere la diffusione: come mantenere una distanza di sicurezza tra le persone o evitare incontri con individui con sintomi respiratori; lavarsi spesso le mani o coprirsi bocca e naso con il gomito in caso di tosse o starnuto; ridurre la partecipazione a eventi pubblici o affollati; evitare di prendere l’ascensore con altre persone e porre la massima attenzione alla pulizia o igiene personale e di tutti i luoghi che si frequenta.

Chiaramente in caso di febbre – come spiega il vademecum – tosse o dolori muscolari bisogna evitare il pronto soccorso e contattare il proprio medico di base. In caso di prefisso 06 si può contattare anche l’112, mentre per gli altri prefissi del Lazio il numero verde 800 118 800.

“Ciascuno di noi deve fare la propria parte. I comportamenti individuali fanno la differenza e solo modificando le nostre piccole abitudini potremo contrastare la diffusione del Coronavirus. Seguiamo le indicazioni della scienza con responsabilità”.

Scarica il decalogo della Regione Lazio.

SI RACCOMANDA A TUTTI DI STARE A CASA

La cosa più saggia è stare a casa il più possibile. Inoltre è importante: ridurre i contatti sociali, non frequentare luoghi affollati, lavarsi spesso e bene le mani per almeno 30 secondi, non andare al pronto soccorso se si hanno febbre e difficoltà respiratorie, ma chiamare il proprio medico di famiglia o la guardia medica.

Meno contagi significa soprattutto meno rischi per le persone più esposte – come anziani e già malati di altro – che devono poi essere ricoverate. E meno ricoverati per coronavirus significa meno persone i cui sintomi diventano tali da rendere necessario il ricorso alla terapia intensiva. E meno pazienti in terapia intensiva significa avere ospedali in grado di provvedere a tutti, con più efficienza e prontezza.

Dovere rimanere più a lungo in casa ed essere alla ricerca continua di aggiornamenti sulla crisi in corso può avere un effetto controproducente, in termini di ansie e qualità della vita in generale. Ritagliarsi del tempo per pensare completamente ad altro può aiutare: fare le faccende di casa può, oppure provvedere a qualche lavoretto (non c’è quel quadro da appendere in salotto da anni che aspetta? o quell’antina in cucina che chiude male?) o ancora leggere un libro, guardare Netflix o Amazon Prime, fare giardinaggio, diventare cintura nera di torte salate; insomma, ci siamo capiti.

Siamo in questa cosa tutti insieme. Senza allarmismi inutili, senza ansie eccessive, senza farsi prendere dal panico: se ognuno farà la sua parte anche nelle cose più piccole la situazione migliorerà.

(Aggiornamento del 28 marzo 2020)

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