Che probabilità hanno delle persone anziane di accendere un mutuo? Molto poche. Sia perché non potrebbero contare di estinguerlo se fosse di molte rate, sia perché raramente una banca lo concederebbe, tenendo conto dell’aspettattiva di vita media.

Tuttavia, la legge 248 del 2005 ha istituito in Italia il presitito vitalizio ipotecario, riservato proprio a chi ha almeno 60 anni ma senza limite massimo d’età. Questo tipo di finanziamento è una specie di “mutuo al contrario” e permette di avere somme elevate per qualsiasi tipo di esigenza. Viene concesso attraverso un’ipoteca sulla casa e trasforma in liquidità parte del valore dell’immobile che è di proprietà del richiedente. I prestiti vitalizi peraltro vengono erogati esclusivamente a fronte della proprietà di immobili che abbiano caratteristiche tali da poter essere facilmente commercializzati e che abbiano un significativo valore di mercato.

Il contratto di finanziamento va fatto davanti a un notaio e la banca eroga la somma richiesta in un’unica soluzione. In caso di comproprietà dell’immobile il prestito è legato alla vita di entrambi i coniugi. Non ci sono rate poiché la restituzione del prestito viene effettuata dopo la scomparsa del mutuatario. Gli eredi poi decideranno entro dieci mesi se vendere la casa e rimborsare il debito oppure estinguere l’ipoteca sulla casa, restituendo il debito.

La cosa interessante è che l’importo erogabile aumenta con l’aumentare dell’età del cliente che lo richiede. Tuttavia è previsto un importo massimo erogabile generalmente compreso tra un minimo del 15% ed un massimo del 50% del valore, normalmente determinato con una perizia realizzata da un perito immobiliare su indicazione del soggetto finanziatore. Ma bisogna pesare anche i contro: bisogna ricordarsi che comunque l’immobile viene ipotecato e non sempre gli eredi sono nelle condizioni di conservare la casa di famiglia, estinguendo l’ipoteca stessa e rimborsando il debito.

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