Quelli che vengono chiamati mutui a tassi negativiquelli in cui paradossalmente il debitore si vede accreditare gli interessi che vengono quindi stornati dalla rata mensile – esistono in Danimarca già da quattro anni.

Un esempio è il mutuo a 10 anni lanciato lo scorso agosto dalla Jyske Bank, la terza banca danese per dimensioni, al tasso fisso pari a -0,5%. Nel mondo rovesciato dei tassi negativi non sembra irragionevole aspettarsi che la liquidità venga tassata (applicando un tasso negativo). Così come che il debitore venga pagato sulle somme che chiede.

Nel frattempo, seguendo la mossa di Jyske Bank, anche la Nordea Bank si è lanciata nell’arena. Il gruppo con sede in Finlandia, infatti, ha annunciato l’intenzione di proporre mutui a 20 anni a tasso zero e a 30 anni a tassi pari allo 0,5% sul territorio danese. Dalla banca fanno sapere che “non è mai stato così conveniente chiedere un prestito”, ma aggiungono anche di aspettarsi che la mossa contribuisca a far salire i prezzi delle case”. È questo l’altro lato della medaglia.

L’aumento dei prezzi porta con sé lo spauracchio di una nuova bolla immobiliare, simile a quella del periodo precedente la crisi. I mercati finanziari sono in un periodo di instabilità per molteplici cause, come la guerra commerciale tra Usa e Cina, la Brexit e un rallentamento economico generalizzato a livello globale. Gli investitori temono che le condizioni si aggravino ulteriormente nel prossimo futuro. Per far fronte alla situazione le banche danesi sembrano essere più inclini a prestare denaro a tassi negativi, magari subendo una piccola perdita, piuttosto che rischiare un danno maggiore concedendo prestiti a tassi elevati che poi i clienti non riusciranno a restituire.

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