Il Grande Raccordo Anulare, raccontato nel film Sacro Gra di Gianfranco Rosi, si riempie nuovamente di storie. Questa volta, però, i racconti visivi hanno la forma dei murales. Infatti l’Anas, con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali, ha voluto valorizzare con la street-art gli spazi dell’anello di 70 chilometri che corre attorno a Roma.

L’investimento è stato modesto, appena 38mila euro, tuttavia il risultato è lodevole, e va ben al di là della riqualificazione delle periferie degradate della Capitale.

Il direttore artistico è David “Diavù” Vecchiato, fondatore del Museo di Urban art di Roma (MURo), lui stesso protagonista, assieme ad altri nove writer, di questa suggestiva opera collettiva.

Per un progetto diffuso su tutta la città come GRAArt, che coinvolge aree e quartieri molto diversi tra loro – ha spiegato David “Diavù” Vecchiato – si è rivelato ideale il metodo curatoriale con il quale da molti anni sviluppo e concretizzo le mie idee sull’arte urbana, sia nelle mie opere che nei diversi progetti collettivi che ho finora ideato e diretto. Per interpretare liberamente un’infrastruttura importante come il Gra, ho immaginato un’opera d’arte collettiva in cui ogni artista, prima di intervenire sul muro, fosse spinto alla ricerca dell’identità del territorio in cui quel muro si trova e venisse ispirato dunque da storie e leggende, lavorando con spirito di curiosita’ ed empatia. Credo che riportare nelle periferie alcuni simboli della Città Eterna che in fondo le appartengono, attraverso un’arte visiva che è nata dal basso, e ha ormai conquistato molti muri urbani, sia una bella rivoluzione di cui in questo momento Roma ha bisogno.

Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha spiegato:

Il progetto GraArt unisce in modo brillante e innovativo tre cardini dell’azione condotta per la cultura negli ultimi tre anni di governo: l’impegno per la riqualificazione delle periferie, l’attenzione verso l’arte contemporanea e il coinvolgimento delle imprese. Finora l’Italia ha investito molto sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ereditato dal passato, ora è importante dedicare altrettante energie nel far fiorire i talenti e la creatività dei nostri tempi.

Le aree di Roma comprese nel progetto sono: Torrino Mezzocammino (via Luigi Guglielmi), Gregna di Sant’Andrea (via Lucio Mariani), Romanina (via Pietro Rosano), Tor Vergata (via della Sorbona), Prenestina (via Collatina), La Rustica (via Damone), Ottavia (via Casorezzo), Trionfale (via Casal del Marmo), Boccea (via di Boccea), Aurelia (via Aurelia).

La mappa del GRAArt di Roma

L’obiettivo di GraArt  e dei suoi murales è ricostruire un racconto mitologico di Roma e dei suoi quartieri. Non mancano, infatti, riferimenti a leggende e aneddoti della Città Eterna. I writer si sono fatti aiutare dalla scrittrice Ilaria Beltramme, che conosce bene i retroscena della Capitale.

A ogni murales è associato un QR Code, che rimanda il visitatore al sito web del progetto (www.graart.it) dove si può leggere la storia che c’è dietro l’opera e la biografia dell’artista che l’ha realizzata.

SCELTI PER TE

Commenta

Loading Facebook Comments ...