Oggi c’è Roma-Genoa. Per la Roma è importante rimanere al secondo posto per accedere direttamente alla fase a gironi della Champions League. Ma è anche una partita speciale. È l’ultima partita che il suo capitano, Francesco Totti, giocherà con la maglia numero 10 giallorossa.

I giocatori della Roma celebreranno l’occasione indossando una maglia commemorativa con il logo “Totti 10” e lo slogan “Una squadra per la vita“.

Se siete un po’ nerd, Francesco Totti rappresenta anche l’ultimo giocatore presente sin dai primi videogiochi di calcio 3D, a cominciare da Fifa 95 fino ad arrivare ad oggi. I suoi tiri dalla distanza non perdonano neanche in simulazione.

Difficile non amare Francesco Totti (i motivi probabilmente sono più di 5). Se ne sono accorti tutti quando il capitano ha compiuto 40 anni,  ricevendo auguri e attestati di stima da tutto il mondo.

Il calciatore francese Vincent Candela, che è legato a Totti da una profonda amicizia, ha pubblicato una toccante video-lettera che mostra anche il Capitano della Roma mentre gioca, già con un discreto talento, da bambino.

Anche Daniele De Rossi commenta l’ultima partita di Totti con grande affetto:

E’ stato un onore. Un onore che qui a Roma capiscono, perché giocare con Totti non è qualcosa che capita a tanta gente, ma giocarci da romanista e per così tanto tempo è veramente…me la sento calla, come si dice a Roma. E’ la cosa che potrò raccontare a tutti quanti, qualcosa di importante».

Alessadro Florenzi ricorda i primi tempi in cui faceva il raccattapalle e guardava Totti con meraviglia:

Sono cresciuto nel vivaio della Roma. E come tutti i ragazzi del settore giovanile, la domenica facevo il raccattapalle allo Stadio Olimpico. I primi ricordi che ho di Francesco risalgono proprio a quel periodo. E’ li’ che osservandolo a pochi metri da me ho capito che stavo vivendo un calciatore di un’altra categoria”. Con queste parole Alessandro Florenzi inizia il suo personale ricordo della carriera di Francesco Totti che domani vivra’ la sua ultima partita con la maglia giallorossa. “Ho continuato il mio percorso alla Roma e sono arrivato fino alla Primavera – prosegue il racconto di Florenzi -. Ogni tanto mi capitava di allenarmi con la prima squadra. Era davvero difficile non essere emozionato a giocare accanto a Totti. I grandi campioni ti creano soggezione con un solo sguardo, ma Francesco su questo aspetto e’ splendido. Lui era il primo a non metterti in soggezione, cercava sempre di farti sentire a tuo agio. Mi parlava, mi faceva una battuta e in un attimo sembrava diventare il tuo migliore amico. E’ legato a lui anche il ricordo del mio esordio in Serie A. Era il 22 maggio del 2011, dopo poco sarei andato a giocare a Crotone. Montella mi convoco’ in Prima Squadra per l’ultima partita del campionato: Roma-Samp. Mi chiamo’ per entrare e presi proprio il posto di Francesco, fu lui a battermi il cinque prima di fare il mio ingresso in campo. Fu il simbolo della Roma a darmi il cambio, quello della mia prima partita di Serie A. Quella e’ un’immagine che rimarra’ per sempre nei miei occhi e non solo: anche di mio padre, di mia madre e di tutti i miei familiari che hanno visto realizzarsi il mio sogno”.

Sulla sua pagina Facebook, Totti, ha scritto qualcosa che si presta a mille interpretazioni e sembra intendere che la sua carriera non è ancora finita: «da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida».

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