È il ferragosto del 1962 e Bruno Cortona (Vittorio Gassman) cerca disperatamente di sfuggire al deserto canicolare di Roma. Si tratta del protagonista del Sorpasso, il capolavoro di Dino Risi uscito 58 anni fa e che ha ancora molto da raccontarci.

Protagoniste occulte di questo film, assieme a Bruno e allo studente (Jean-Louis Trintignant), sono la strada e la macchina. Entrambe si chiamano Aurelia. È proprio con questa pellicola che nasce il genere road-movie. Dennis Hopper, autore di un altro capolavoro come Easy Rider, ha dichiarato di averne tratto ispirazione.

Ma perché non seguire Bruno Cortona passo passo? (***Spoiler Alert***) La mattina di ferragosto Gassman gira per la Capitale con la sua spider. La città è sgombra, senza nessuno in giro e senza macchine parcheggiate, e Bruno la chiama un “cimitero”. Attraversa piazza di Spagna e piazza del Popolo, ma non c’è nessuno, solo un uomo che porta a spasso i cani. Vuole telefonare ma tutti i bar del quartiere Balduina sono chiusi. Un bar gli abbassa la saracinesca proprio quando gli si ferma accanto. È il bar tavola calda di piazza Morosini. Vede per caso Trintignant affacciato alla finestra, uno studente rimasto in città per preparare un esame. Sarà quest’ultimo a farlo salire per la telefonata. Qui comincia l’avventura.

Roberto è molto serio e impostato e vuole continuare a studiare, ma Bruno riesce a convincerlo a svagarsi un po’ e a fare un giro con lui. Vuole portarlo a mangiare in una trattoria vicino San Pietro. È l’attuale ristorante Cuccurucù a via Capoprati 10. La proprietaria, però, è in ferie e gli avventori vengono trattati e mandati via in malo modo, con un reciproco scambio di parolacce in romanesco.

La prima sosta del road-movie è in un’area di servizio Agip, appena imboccata l’Aurelia per uscire da Roma. Dopo aver fatto benzina, Bruno entra nel bar per comprare delle sigarette a un distributore automatico, ma Roberto resta chiuso in bagno. L’area di sosta esiste ancora oggi ed è all’altezza di via della Stazione Aurelia. È gestita in parte da McDonald’s e in parte da Eni.

Continuando a percorrere l’Aurelia, si incontrano i pini e all’improvviso il mare sulla sinistra. La strada divide in due Santa Marinella e procede per chilometri, con palme da una parte e oleandri dall’altra. Si arriva, quindi, a Civitavecchia. Qui si può mangiare la zuppa di pesce nel porto, in via Calata della Rocca. A pochi metri dal ristorante storico del film, nel caso fosse chiuso, ce n’è un altro: La Ghiacciaia.

Da Civitavecchia si procede verso Castiglioncello, circa due ore e mezzo di strada. La meta turistica è uno dei luoghi più importanti del film. Sulla spiaggia dell’attuale stabilimento Ausonia si addormentano Gassman e Trintignant e si risvegliano la mattina sulle sedie a sdraio. La famosa partita a ping-pong avviene all’ombra del ristorante La lucciola, a sud di Livorno.

Il finale del Sorpasso è drammatico e fa riflettere parecchio. Lasciata Castiglioncello i due protagonisti riprendono ancora l’Aurelia, sempre verso nord, fino a Calafuria. Roberto sembra essersi risvegliato da un torpore esistenziale, ma, poco dopo aver confessato a Bruno di aver passato “i due giorni più belli della mia vita”, la spider, dopo un sorpasso azzardato, sbanda fatalmente.

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