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Dolci di Natale romani

Nel cuore dell’inverno, le strade di Roma si animano di un calore diverso, quello delle tradizioni culinarie che riemergono con il Natale. Lontano dall’immagine stereotipata di una città sommersa in monumenti antichi, la Roma natalizia si svela attraverso i suoi sapori più autentici e i suoi dolci tradizionali.

Questo articolo è un invito a scoprire la Roma meno conosciuta, quella che si racconta attraverso le ricette tramandate di generazione in generazione e i profumi che si diffondono dalle cucine locali durante le festività. Dal Panettone reinterpretato ai tesori nascosti della pasticceria romana, ogni boccone è un pezzo di storia, un frammento di vita quotidiana romana che si rinnova ogni anno sotto le luci del Natale.

Il Panettone e il Pandoro: classici rivisitati

Anche se non originari di Roma, il Panettone e il Pandoro sono diventati ormai dei veri e propri simboli delle festività natalizie in tutta Italia.

A Roma, questi dolci vengono spesso rivisitati: il Panettone può essere farcito con crema di ricotta e canditi, mentre il Pandoro spesso viene servito con una spolverata di zucchero a velo e accompagnato da una crema al mascarpone.

Il Pangiallo Romano: un dolce antichissimo

Il Pangiallo Romano è un dolce tipico del periodo invernale, la cui origine si perde nella notte dei tempi.

È un impasto di frutta secca, miele e spezie, che viene poi cotto e assume una caratteristica colorazione dorata, simbolo di augurio per un anno prospero.

I biscotti di Natale: varietà e tradizione

Roma vanta anche una varietà di biscotti natalizi, come i tozzetti con nocciole, i mostaccioli glassati al cioccolato, e i roccocò, duri e speziati.

Questi biscotti, perfetti da inzuppare nel vin santo o nel caffè, sono un must delle tavole natalizie romane.

La Serenata Romana: un dolce dimenticato

Non tutti conoscono la Serenata Romana, un dolce che un tempo era molto popolare durante il Natale a Roma. Si tratta di un pan di Spagna soffice, farcito con crema al cioccolato e amarene. Una vera delizia da riscoprire!

Il Torrone: la dolcezza delle Feste

Il Torrone, presente in varie versioni in tutta Italia, a Roma si distingue per la sua morbidezza e per l’abbondanza di nocciole o mandorle.

Questo dolce, che affonda le sue radici in una storia antica, è un altro protagonista immancabile delle feste natalizie romane.

I dolci natalizi e le tradizioni familiari

A Roma, ogni famiglia ha la sua tradizione e spesso le ricette dei dolci natalizi vengono tramandate di generazione in generazione, arricchendosi di piccoli segreti e variazioni personali.

È questo il vero fascino dei dolci natalizi romani: ogni ricetta racconta una storia, ogni sapore riporta a ricordi d’infanzia e momenti condivisi.

Dove assaggiare i dolci natalizi a Roma

Per chi volesse assaggiare questi dolci senza cimentarsi nella preparazione casalinga, Roma offre numerose pasticcerie storiche e botteghe artigianali dove è possibile trovare tutte queste delizie.

Luoghi come la Pasticceria Regoli e la Pasticceria Valzani sono solo alcuni degli indirizzi da non perdere.

Il Natale a Roma è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e i dolci tipici ne sono una parte fondamentale.

Dal Panettone rivisitato al Pangiallo, passando per i biscotti di Natale e la Serenata Romana, questi dolci non sono solo delizie per il palato, ma veri e propri simboli di una tradizione che continua a vivere e a incantare.

I presepi più belli di Roma

Roma, con la sua storia millenaria e la sua ricca tradizione artistica, si trasforma in un palcoscenico incantevole durante il periodo natalizio, specialmente attraverso l’arte dei presepi.

Vi proponiamo un viaggio alla scoperta di queste meraviglie, dalle rappresentazioni classiche nelle chiese storiche ai capolavori moderni nascosti in angoli sorprendenti della città. Ogni presepe, con la sua unicità, racconta una storia diversa, immersa nell’atmosfera magica del Natale romano. Dalle minuziose sculture di San Pietro ai pittoreschi allestimenti di Trastevere, esploreremo insieme come queste opere d’arte non solo raffigurano la natività, ma catturano anche l’essenza stessa della Città Eterna in festa.

MUSEO TIPOLOGICO INTERNAZIONALE DEL PRESEPIO

Museo del Presepio a Roma

Nella Capitale ci sono bellissimi presepi permanenti e visitabili tutto l’anno, tra i quali spicca quello della Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta. Questa ospita un museo dedicato ai presepi, suddiviso in tre navate, nei locali sottostanti la Chiesa dei Ss. Quirico e Giulitta, ai Fori Imperiali.

Il Museo raccoglie presepi, anche scenografici, e figure di notevole pregio storico e artistico: più di 3.000 pezzi, provenienti da tutte le regioni italiane e da decine di nazioni, offrono una panoramica ampia ed esaustiva sulle varie interpretazioni ed ambientazioni della Natività, oltre ad una esemplificazione dei materiali che possono essere utilizzati.

PRESEPE MONUMENTALE NAPOLETANO DELLA BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO

Presepe della Basilica dei Santi Cosma e Damiano

All’interno della Basilica dei Santi Cosma e Damiano, c’è uno dei più bei presepi della Capitale: è un presepe napoletano dalle dimensioni sorprendenti, che risale al Settecento. La classica scena della natività è inserita in una folla intenta nelle faccende quotidiane – un venditore di castagne, un fruttivendolo, un contadino che raccoglie uva, un soldato, un taverniere – e le statuette sono in legno e terracotta. Si fa la fila per salire sulla pedana e ammirare questa bizzarra opera d’arte che vede nascere il bambinello nientemeno che tra le colonne del foro romano, con lo sfondo della Roma dell’epoca.

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PRESEPE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA IN VIA

Presepe della Chiesa di Santa Maria in Via

Nella Chiesa di Santa Maria in Via si trova un altro presepe napoletano permanente, con statue del 1700 opera di Nicola Maciariello. È interamente ambientato nella Roma dell’800. Quest’anno il presepe, realizzato dall’Associazione Italiana Amici del Presepio di Roma, rappresenta Porta Maggiorespiegano gli autoricosì come ci viene descritta dalle incisioni del XVIII e XIX sec. Allora le mura separavano Roma da una periferia che era quasi sisabitata, destinata a pascolo e raramente a coltivazioni agricole. Una campagna dove abitavano i pastori e i poveri come i territori attorno a Betlemme. Si è voluto rappresentare questo contesto per una scena particolare, in cui alcuni cristiani escono in processione dalla città, verso la periferia a soccorrere i poveri, espressione di un impegno di carità. La piccola chiesa con San Francesco che l’apre ai poveri che sono sul sagrato rappresenta l’accoglienza a cui Papa Francesco ci richiama”. C’è poi la scena “della ricerca dell’alloggio da parte della Sacra Famiglia cui seguirà la Natività dalla notte del 24”.

Nel Chiostro è inoltre allestita una Mostra di Arte Presepiale che si consiglia di visitare.

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PRESEPE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

Presepe di Santa Maria Maggiore a Roma

La Basilica di Santa Maria Maggiore è famosa per due reliquie. La prima è la Sacra Culla (cunabulum) che custodisce quelli che vengono ritenuti i preziosi frammenti del legno della celebre mangiatoia che accolse Gesù Bambino. La seconda reliquia è il panniculum,  recuperato nel Natale 2007, un pezzo di stoffa della grandezza di una mano che, secondo la tradizione, è una porzione delle fasce con cui Maria avvolse Gesù Bambino, e che è oggi custodito in un reliquiario di grande valore donato da Pio IX.

Il presepe costituisce un capolavoro artistico e fu realizzato da Arnolfo di Cambio nel 1291 per volere di papa Niccolò IV. Si compone di otto statuette, tutte modellate nella pietra, dove insieme a Maria, Giuseppe e il bambinello sono presenti anche il bue, l’asino ed i Magi, tutti in adorazione.

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PRESEPE DELLA BASILICA DI SANTA MARIA IN ARA COELI

Presepe della Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli

Nel presepe della Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, accanto al Campidoglio, si venera il Bambinello Capitolino, presente oggi in copia perché l’originale fu rubato nel 1994. Questa statuina era considerata miracolosa. Proprio davanti al presepe era allestito una specie di palco, dove ci salivano i bambini per recitare il sermoncino al miracoloso Bambinello, cioè una poesiola sul Natale.

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PRESEPE DEI NETTURBINI

Presepe dei Netturbini a Roma

Tra i più famosi di Roma c’è il Presepe dei Netturbini, allestito all’interno dell’Ama in Via dei Cavalleggeri 5, a pochi passi da San Pietro. Nato per volere di un appassionato dipendente e di un gruppo di volontari, fece la sua comparsa nel 1972 e da quel giorno accompagna le feste in città ogni anno, tanto da essersi meritato il soprannome di “presepe dei romani”.

Realizzato completamente in muratura con calce e composto da oltre 2234 pietre, di cui 350 provenienti da tutto il mondo, che intende ricostruire fin nei minimi dettagli le tipiche costruzioni della Palestina di 2000 anni fa. Si contano ben 100 case in pietra di tufo dotate di porte e finestre, 52 metri di strade “miniaturizzate” in sampietrini, 4 fiumi lunghi complessivamente 12 metri e 4 acquedotti. E ancora 870 gradini, 24 grotte scavate nella roccia, 2 pareti umide che formano stalattiti e ben 270 personaggi.

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PRESEPE IN PIAZZA SAN PIETRO

A conclusione di questa bellissima galleria c’è il Presepe più famoso del mondo, che ogni anno viene allestito in piazza San Pietro, ai piedi del gigantesco albero di Natale.

Ogni anno, migliaia di visitatori e fedeli si radunano in questa piazza storica, cuore della cristianità, per ammirare il presepe che si erge maestoso davanti alla basilica. Ogni edizione del presepe è unica, spesso realizzata da artisti diversi che portano il loro tocco personale, ma sempre nel rispetto della tradizione e del profondo significato religioso della natività. Le figure, spesso a grandezza naturale, sono accompagnate da un’attenta scenografia che ricrea il contesto storico e culturale di Betlemme, trasportando gli osservatori indietro nel tempo.

La notte, illuminato da luci soffuse, il presepe diventa ancora più suggestivo, creando un’atmosfera di riflessione e meraviglia, simbolo di pace e speranza nel cuore di Roma.

Natale solidale a Roma

Il Natale a Roma si colora di solidarietà e amore verso il prossimo attraverso diverse iniziative benefiche che illuminano la città con gesti di generosità.

Da trent’anni, la Comunità di Sant’Egidio riunisce persone in difficoltà per un pranzo natalizio nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, estendendo la famiglia della comunità a chi ne ha più bisogno. Parallelamente, l’associazione Peter Pan apre le porte della Grande Casa di Peter Pan ai bambini affetti da cancro, offrendo regali solidali e possibilità di donazione per sostenere queste giovani vite. Nel terzo municipio, l’iniziativa “Una coperta per Natale 2023” di Manuel Bartolomeo raccoglie doni per i senzatetto e i loro amici a quattro zampe. La Croce Rossa Italiana, con il suo panettone solidale e le mini ambulanze di legno, invita tutti a partecipare attivamente nel rendere questo Natale speciale per le persone più fragili. Inoltre, il Progetto Home di Trenta Ore per la Vita si impegna nella costruzione di case vicino agli ospedali per le famiglie dei bambini malati.

Queste iniziative non solo portano gioia e sollievo a chi riceve, ma arricchiscono lo spirito di chi dona, rendendo il Natale a Roma un tempo di vero calore umano e condivisione.

Pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio

Nel cuore del messaggio natalizio, la Comunità di Sant’Egidio invita a una celebrazione speciale, iniziata nel 1982, che si svolge ogni anno nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Questo pranzo di Natale, ispirato dalle parole di Luca 14, 12-14, riunisce persone meno fortunate, tra cui anziani solitari, famiglie in difficoltà, rifugiati e senza dimora, in una festa che si è estesa globalmente. La Comunità, radunata dal Vangelo, estende il suo calore familiare a chi ne ha più bisogno, creando un’atmosfera di vera condivisione e gioia. Per partecipare o contribuire a questo nobile evento, è possibile contattare la Comunità di Sant’Egidio o effettuare donazioni tramite conto corrente postale o bonifico bancario, contribuendo così a diffondere il vero spirito del Natale.

A Natale fai un regalo che vale

In occasione del Natale, l’associazione Peter Pan offre un’opportunità unica di sostegno ai bambini e adolescenti affetti da cancro. Attraverso donazioni o l’acquisto di regali solidali, si può contribuire a fornire loro momenti di svago e serenità. L’associazione permette di offrire ospitalità gratuita nella Grande Casa di Peter Pan per tutta la durata delle cure. Tra i regali solidali disponibili ci sono palline di Natale, biglietti di auguri, penne, matite e dolci natalizi. Per le aziende, c’è la possibilità di personalizzare biglietti di Natale cartacei o elettronici con il proprio logo e messaggi, da inviare a dipendenti e fornitori, in un gesto di solidarietà verso gli ospiti dell’associazione. Per maggiori dettagli o per effettuare un ordine, è possibile contattare l’associazione all’indirizzo email raccoltafondi@peterpanodv.it o chiamare il numero 335-6490550, contribuendo così a rendere il Natale più luminoso per questi giovani ospiti.

Una coperta per Natale 2023

Dal 14 al 16 dicembre 2023, nel terzo municipio di Roma, si terrà la sesta edizione della raccolta solidale “Una coperta per Natale 2023”, organizzata dall’ex consigliere Manuel Bartolomeo. Questa iniziativa benefica mira a raccogliere dolci natalizi come panettoni, pandori e torroni per i senzatetto della Capitale, oltre a cibo per cani destinato al rifugio Code Felici di Settebagni. Sarà inoltre possibile donare coperte, che verranno distribuite ai senzatetto o, in caso di esubero, agli animali del rifugio. I cittadini possono effettuare le loro donazioni presso il punto di raccolta situato in via Clelia Bertini Attilj 35, dalle 09:00 alle 21:00 nei giorni indicati. Si precisa che non saranno accettati piumoni, federe, vestiti, soldi o cibo per umani.

Natale con la Croce Rossa

Questo Natale 2023, festeggia sostenendo la Croce Rossa Italiana (CRI) e contribuisci ad aiutare le persone più fragili. Attraverso l’acquisto di prodotti solidali, come il panettone “Deluxe” offerto da LIDL per il quinto anno consecutivo, o regalando le mini ambulanze di legno sostenibili e personalizzabili della CRI, puoi partecipare attivamente ai progetti volti a sostenere chi è in difficoltà. Le e-card digitali personalizzabili della CRI sono un altro modo per mostrare il tuo sostegno, con una donazione minima consigliata di 100 euro. Anche un piccolo gesto, come una donazione di 10,00€ per una mini ambulanza di legno, può fare una grande differenza. Per fare un regalo che porta gioia non solo a chi lo riceve ma anche a chi ne beneficia, contatta donazioni@cri.it. Ricorda, ogni contributo alla CRI è un passo verso un Natale più speciale e solidale per tutti.

Trenta Ore per la Vita

Questa stagione natalizia, trasforma il tuo dono in un gesto di speranza per bambini gravemente malati e le loro famiglie. Contribuisci al Progetto Home di Trenta Ore per la Vita, un’iniziativa che mira a costruire case vicino agli ospedali per ospitare gratuitamente le famiglie costrette a lunghi e onerosi viaggi per le cure dei propri figli. Scegli tra donare direttamente o inviare una e-card solidale personalizzabile, disponibile in diverse opzioni: regala un sorriso per 5€, un abbraccio per 15€, o un sogno per 25€. Ogni contributo aiuta a mantenere unite le famiglie in momenti difficili, assicurando loro supporto e vicinanza. Personalizza la tua e-card con un messaggio e i dettagli del destinatario, scegliendo se stamparla tu stesso o inviarla via email, regalando non solo un presente ma anche una nuova speranza a tante famiglie. Grazie per il tuo supporto!

Tipologie di alberi di Natale

Natale, con le sue atmosfere calde e familiari, si avvicina, portando con sé la tradizione tanto amata di addobbare l’albero. Al di là delle variazioni moderne e delle alternative artificiali, c’è un fascino senza tempo negli alberi di Natale veri, vivi, che emanano il loro profumo naturale e portano un pezzo di natura dentro le nostre case. Questo articolo esplorerà le diverse tipologie di alberi di Natale non finti, immergendosi nelle caratteristiche uniche, nei profumi e nelle tradizioni che ogni varietà porta con sé.

Dall’Abete Nordmann, famoso per le sue foglie lucide e la resistenza alla caduta degli aghi, al classico Abete Rosso noto per il suo tipico profumo di Natale, fino ad arrivare a varietà meno conosciute ma altrettanto affascinanti, ogni albero ha una storia da raccontare e un’atmosfera da offrire, rendendo la scelta dell’albero perfetto un viaggio emozionante e personale nel cuore della tradizione natalizia.

Abete Rosso

Rami di abete rosso

L’abete rosso cresce sulle Alpi, ma anche nel resto d’Europa. Può toccare altezze fino a 60 metri.

E’ caratterizzato da un tronco diritto e chioma conica relativamente stretta. Il portamento tende a differenziarsi in funzione dell’altitudine, essendo questa una specie caratterizzata da un certo polimorfismo: la chioma, infatti, può assumere una forma più espansa alle quote alpine più basse, mentre tende a divenire più stretta a quote maggiori (per contenere i danni provocati dalla neve).

Le peccete ( da Peccio altro modo di identificare un abete rosso ) si estendono maggiormente nelle Alpi centrali ed orientali, dove questa specie approfitta di condizioni climatiche per essa ideali.

Il significato dell'Immacolata Concezione

L’8 dicembre si celebra la festa dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. È una ricorrenza tipicamente natalizia perché proprio in questo giorno nella maggior parte delle case si prepara l’Albero di Natale.

Pio IX, l’8 dicembre 1854, proclamò il dogma – cioè la verità di fede – dell’Immacolata Concezione attraverso la bolla “Ineffabilis Deus”. Un testo in cui si legge:

“La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale”.

Col suo “sì” all’Angelo che le chiede la disponibilità a diventare Madre di Gesù, Maria rende possibile l’incarnazione e la sua adesione in quel momento è totale. “Non si perde in tanti ragionamenti – dice Papa Francesco – non frappone ostacoli”, ma “si affida e lascia spazio all’azione dello Spirito Santo”, facendo della sua vita un “capolavoro” pur nell’umiltà e nella piccolezza:

Mette subito a disposizione di Dio tutto il suo essere e la sua storia personale, perché siano la Parola e la volontà di Dio a plasmarli e portarli a compimento. Così, corrispondendo perfettamente al progetto di Dio su di lei, Maria diventa la “tutta bella”, la “tutta santa”, ma senza la minima ombra di autocompiacimento. E’ umile. Lei è un capolavoro, ma rimanendo umile, piccola, povera. In lei si rispecchia la bellezza di Dio che è tutta amore, grazia, dono di sé. 

La Chiesa cattolica lo ritiene un dogma, cioè un principio fondamentale, una verità universale e indiscutibile. Secondo la Chiesa ogni persona nasce con il peccato originale. La Madonna invece, questo afferma il dogma, è nata immacolata e non ha commesso nessun peccato durante la sua vita.

Significative sono le apparizioni mariane in Rue de Bac, a Parigi, e a Lourdes. Qui, nel 1858, Maria si mostra alla veggente Bernadette presentandosi come “l’Immacolata Concezione”. Ancora prima, nel 1830, Catherine Labouré, novizia nel monastero di Rue de Bac, inizia a pregare con parole dettatele direttamente dalla Vergine: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.

L’8 dicembre del 1857, papa Pio IX, inaugurò e benedisse a Roma il monumento dell’Immacolata offerto dal re di Napoli Ferdinando II. Papa Pio XII, nel giorno dell’Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine; il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine un cesto di rose bianche, e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. I papi successivi raccolsero e consolidarono questa tradizione al punto che, ormai, la visita in Piazza di Spagna del pontefice l’8 dicembre è un rito assodato. 

L’8 dicembre è inoltre incluso fra i giorni festivi dallo Stato italiano.

Mercatini natalizi a Roma

Roma, durante il periodo natalizio, si trasforma in un vero e proprio paradiso invernale, offrendo ai suoi visitatori e ai cittadini una varietà unica di mercatini di Natale.

In questo articolo, vi porteremo alla scoperta dei migliori mercatini di Natale a Roma, offrendo suggerimenti e consigli per vivere al meglio questa magica esperienza.

Cosa trovare nei mercatini natalizi romani

I mercatini di Natale sono famosi per la loro varietà di prodotti. Oltre ai tradizionali addobbi natalizi e regali artigianali, è possibile trovare specialità gastronomiche locali, come panettone, torrone, e vino caldo. Non mancano le bancarelle con prodotti tipici da altre regioni italiane, offrendo un assaggio delle diverse tradizioni natalizie del paese.

Vengono ospitati anche eventi speciali e intrattenimenti. Si va dai concerti di musica dal vivo alle rappresentazioni teatrali, fino ai laboratori per bambini. Queste attività contribuiscono a creare un’atmosfera gioiosa e festiva, ideale per le famiglie e per chi cerca un’esperienza natalizia immersiva.

Come vivere al meglio l’esperienza dei mercatini

Per vivere al meglio l’esperienza dei mercatini di Natale a Roma, è consigliabile pianificare la visita.

Considerate le ore meno affollate per una passeggiata più rilassata, e non dimenticate di assaggiare le specialità locali. Inoltre, molti mercatini sono raggiungibili facilmente con i mezzi pubblici, quindi informatevi sugli orari e le linee migliori per evitare il traffico cittadino.

Che siate alla ricerca di regali unici, di specialità gastronomiche o semplicemente di un’atmosfera festiva, i mercatini natalizi romani sapranno sicuramente incantarvi.

Mercatini di Natale consigliati:

Mercatino di Piazza Navona

Mercatino di Natale di piazza Navona - Roma

Piazza Navona, considerata la quintessenza della bellezza barocca a Roma e forse in tutto il mondo, occupa un posto d’onore nel cuore pulsante del centro storico. È un crocevia di vita, amata sia dai romani che dai turisti, rinomata per la sua atmosfera vivace e accogliente.

Nel periodo natalizio, Piazza Navona si veste a festa con le luci scintillanti del tradizionale mercatino della Befana. Questa figura affettuosa, che vola sulla scopa e le cui radici si perdono nelle celebrazioni romane antiche del solstizio d’inverno, deliziava i bambini romani con dolci e giocattoli ben prima che l’immagine di Babbo Natale entrasse nel folklore moderno.

Il mercatino è una vera istituzione, amata dai romani di ogni età. Da oltre 200 anni, prima a piazza Sant’Eustachio e poi, dopo l’unità d’Italia, proprio qui a Piazza Navona, i visitatori si avventurano tra le bancarelle in cerca del regalo perfetto.

Come è tradizione, il mercatino offre delizie gastronomiche tipiche del Natale, addobbi festivi, presepi suggestivi, giocattoli, opere artigianali e libri per tutte le età.

Secondo la tradizione, non mancano Babbo Natale e la Befana, insieme al teatro dei burattini e agli artisti di strada, pronti a celebrare la festa più amata dell’anno.

Date: Dall’8 dicembre 2023 al 6 gennaio 2024

Cosa fare in un weekend a Roma

Se hai solo un weekend per esplorare la Città Eterna, potresti sentirti sopraffatto dalla quantità di luoghi e attrazioni che Roma ha da offrire.

Tuttavia, con una pianificazione accurata, puoi immergerti nell’essenza di questa città storica in soli due giorni. Ecco come ottenere il massimo dal tuo breve soggiorno.

Giorno 1: Monumenti e Storia

  • Mattina:
    • Colosseo: Inizia la tua avventura romana con una visita al simbolo iconico di Roma. Il Colosseo, con la sua imponente architettura e le storie di gladiatori, ti catapulterà indietro nel tempo.
    • Foro Romano e Palatino: Cammina tra le rovine dell’antica Roma e immagina la vita come era migliaia di anni fa.
  • Pomeriggio:
    • Pantheon: Questo tempio antico, ben conservato, è un vero gioiello architettonico e una testimonianza del genio romano.
    • Piazza Navona: Passeggia in questa affascinante piazza, famosa per le sue fontane e l’atmosfera vivace.
  • Sera:
    • Trastevere: Esplora i vicoli acciottolati di Trastevere, goditi la cena in uno dei suoi ristoranti tipici e immergiti nella sua atmosfera bohémien.

Giorno 2: Arte, Cultura e Gastronomia

  • Mattina:
    • Vaticano: Non importa le tue convinzioni religiose, la Città del Vaticano è un must. Ammira la magnificenza della Basilica di San Pietro e lasciati stupire dalla Cappella Sistina all’interno dei Musei Vaticani.
  • Pomeriggio:
    • Via del Corso e Piazza di Spagna: Dedica del tempo allo shopping lungo la famosa Via del Corso e poi riposati sulla Scalinata di Trinità dei Monti a Piazza di Spagna.
    • Fontana di Trevi: Esprimi un desiderio lanciando una moneta in questa fontana iconica.
  • Sera:
    • Testaccio: Questo quartiere, meno turistico ma ricco di sapore, è l’ideale per una cena autenticamente romana. Prova i carciofi alla giudia o la coda alla vaccinara.

Consigli e Suggerimenti:

  • Biglietti d’ingresso: Considera l’acquisto di biglietti skip-the-line o di una Roma Pass per evitare lunghe code, soprattutto se visiti in alta stagione.
  • Spostamenti: La metro di Roma ha due linee principali che ti portano vicino a molte delle principali attrazioni. Tuttavia, la città è meglio esplorata a piedi o in bicicletta.
  • Cucina: Non dimenticare di provare i piatti tipici romani come la carbonara, l’amatriciana o il supplì.

Anche se Roma non è stata costruita in un giorno, con la giusta organizzazione puoi assaporarne la magia in un solo weekend.

Halloween e la cultura romana

Halloween è una festa che, con il passare del tempo, ha trovato un posto nel cuore di molte culture.

Caratterizzata da zucche intagliate, costumi spaventosi e dolciumi, è una tradizione che molti associano ai paesi anglosassoni.

Ma qual è l’origine di questa celebrazione e in che modo si lega alla cultura romana?

Le radici celtiche e la festa di Samhain

Halloween ha le sue radici nella festa celtica di Samhain, celebrata al tramonto dell’ultimo giorno di ottobre.

I Celti credevano che in questo momento l’anno vecchio morisse e quello nuovo nascesse.

Era anche il momento in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliava, permettendo ai defunti di tornare sulla Terra.

L’Influenza romana

Con la conquista delle terre celtiche, i Romani entrarono in contatto con la festa di Samhain.

Anche se gli antichi Romani avevano le proprie feste dei morti, come le Lemuralia e le Parentalia, esse non coincidevano con la data del 31 ottobre.

Tuttavia, la festa romana di Pomona, dea dei frutti e dei semi, era celebrata all’incirca nello stesso periodo. Molti ritengono che l’intreccio tra Samhain e Pomona abbia influenzato alcune delle tradizioni di Halloween, come l’usanza di intagliare zucche.

Cristianesimo e Ognissanti

Con la diffusione del Cristianesimo, molte feste pagane furono assimilate o reinterpretate.

Il 1° novembre divenne la festa di Ognissanti, un giorno in cui si onorano tutti i santi.

La vigilia, quindi il 31 ottobre, divenne nota in inglese come “All Hallows’ Eve”, da cui poi il termine “Halloween”. Anche se la festa di Ognissanti ha origini cristiane, è possibile che l’adozione di questa data non sia stata casuale, ma mirata a sovrapporsi a festività pagane preesistenti.

Halloween e la cultura romana moderna

Oggi, la celebrazione di Halloween a Roma e in tutta Italia è vista principalmente come un’importazione culturale. Tuttavia, non è possibile negare che le radici antiche della festa siano profondamente legate anche alla cultura romana.

Mentre bambini e adulti si divertono con costumi, dolcetti e scherzetti, pochi si rendono conto che stanno, in un certo senso, rievocando tradizioni che risalgono a millenni fa.

Halloween è un perfetto esempio di come le tradizioni possano evolversi, mescolarsi e adattarsi nel corso dei secoli. Anche se molti vedono questa festa come estranea alla cultura italiana, i legami antichi e le influenze romane sono indelebili.

La prossima volta che passerete davanti a una zucca illuminata o vedrete un bambino travestito da fantasma, ricordate che, in un certo senso, stiamo celebrando un pezzo della nostra storia.

Terrazze panoramiche di Roma

Roma, la Città Eterna, regala spesso panorami mozzafiato che riflettono la sua storia millenaria e la sua architettura inimitabile.

Ecco alcune delle terrazze più famose da cui potrete godere di viste spettacolari.

Il Pincio – Una vista romantica di Roma

Il Pincio, situato nei pressi di Piazza del Popolo, offre una vista romantica sul centro storico di Roma.

Non solo avrete uno sguardo diretto sulla piazza sottostante, ma potrete anche ammirare la Basilica di San Pietro in lontananza. È l’ideale per una passeggiata al tramonto o un pic-nic all’alba.

Terrazza del Gianicolo – Dove l’orizzonte si fonde con la storia

Situato al di fuori delle antiche mura della città, il Gianicolo offre una delle migliori vedute panoramiche di Roma. Da qui, è possibile vedere molti dei monumenti famosi della città, come il Pantheon e il Colosseo, oltre al fiume Tevere che serpeggia attraverso la città.

La Terrazza delle Quadrighe – Eleganza sopra il Vittoriano

Situata sulla cima del monumento Vittoriano in Piazza Venezia, la Terrazza delle Quadrighe offre una vista panoramica a 360 gradi su Roma.

Sebbene l’ingresso non sia gratuito, vale la pena spendere qualche euro per ammirare una vista così completa della città.

Parco degli Aranci – Un angolo di pace con vista

Anche conosciuto come Parco Savello, questo giardino offre non solo alberi di arance, ma anche un panorama affascinante sul centro di Roma, in particolare sulla Basilica di San Pietro.

Un luogo ideale per una pausa rilassante e per respirare un po’ di tranquillità in mezzo alla frenesia della città.

Roma è senza dubbio una città che va vissuta sia a livello stradale che dall’alto.

Le sue terrazze panoramiche offrono prospettive uniche e mozzafiato della Città Eterna, rendendole luoghi romantici e ideali per gli amanti della fotografia.

Il Sorpasso di Dino Risi a Roma

È il ferragosto del 1962 e Bruno Cortona (Vittorio Gassman) cerca disperatamente di sfuggire al deserto canicolare di Roma. Si tratta del protagonista del Sorpasso, il capolavoro di Dino Risi uscito 61 anni fa e che ha ancora molto da raccontarci.

Protagoniste occulte di questo film, assieme a Bruno e allo studente (Jean-Louis Trintignant), sono la strada e la macchina. Entrambe si chiamano Aurelia.

È proprio con questa pellicola che nasce il genere road-movie. Dennis Hopper, autore di un altro capolavoro come Easy Rider, ha dichiarato di averne tratto ispirazione.

Seguiamo da vicino gli spostamenti in macchina di Bruno Cortona.

L’itinerario del Sorpasso, tappa per tappa

La mattina di ferragosto Gassman gira per la Capitale con la sua spider Lancia Aurelia B24. La città è sgombra, senza nessuno in giro e senza macchine parcheggiate, e Bruno la chiama un “cimitero”. Attraversa piazza di Spagna e piazza del Popolo, ma non c’è nessuno, solo un uomo che porta a spasso i cani. Vuole telefonare ma tutti i bar del quartiere Balduina sono chiusi. Un bar gli abbassa la saracinesca proprio quando gli si ferma accanto. È il bar tavola calda di piazza Morosini.

Vede per caso Trintignant affacciato alla finestra, uno studente rimasto in città per preparare un esame. Sarà quest’ultimo a farlo salire per la telefonata. Qui comincia l’avventura.

Roberto è molto serio e impostato e vuole continuare a studiare, ma Bruno riesce a convincerlo a svagarsi un po’ e a fare un giro con lui.

Vuole portarlo a mangiare in una trattoria vicino San Pietro. È l’attuale ristorante Cuccurucù a via Capoprati 10. La proprietaria, però, è in ferie e gli avventori vengono trattati e mandati via in malo modo, con un reciproco scambio di parolacce in romanesco.

La prima sosta del road-movie è in un’area di servizio Agip, appena imboccata l’Aurelia per uscire da Roma. Dopo aver fatto benzina, Bruno entra nel bar per comprare delle sigarette a un distributore automatico, ma Roberto resta chiuso in bagno. 

L’area di sosta esiste ancora oggi ed è all’altezza di via della Stazione Aurelia. È gestita in parte da McDonald’s e in parte da Eni.

Continuando a percorrere l’Aurelia, si incontrano i pini e all’improvviso il mare sulla sinistra. La strada divide in due Santa Marinella e procede per chilometri, con palme da una parte e oleandri dall’altra.

Si arriva, quindi, a Civitavecchia. Qui si può mangiare la zuppa di pesce nel porto, in via Calata della Rocca. A pochi metri dal ristorante storico del film, nel caso fosse chiuso, ce n’è un altro: La Ghiacciaia.

Da Civitavecchia si procede verso Castiglioncello, circa due ore e mezzo di strada.

La meta turistica è uno dei luoghi più importanti del film. Sulla spiaggia dello stabilimento Ausonia (oggi si chiamano Bagni Miramare e sono in via Lungomare Vespucci 1) si addormentano Gassman e Trintignant e si risvegliano la mattina sulle sedie a sdraio.

La famosa partita a ping-pong avviene all’ombra del ristorante La lucciola, a sud di Livorno.

Lasciata Castiglioncello i due protagonisti riprendono ancora l’Aurelia, sempre verso nord, fino a Calafuria. Arriva la scena finale, decisiva, che dà il nome al film.

Un’analisi dettagliata di tutte le location del film la trovate anche sul sito Il Davinotti.

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